Sei un satellite di un satellite di un satellite

Già, perché mi accade di sentirmi girare attorno alle cose e alle persone come se ci fosse un filo a legarmi.
Orbite strane ma inevitabili.
Quanti nodi si creano e non si disfano mano a mano che avanzi nella vita.
Il destino ti scrive copioni che tu accetti e diventa difficile cambiare.
O ti piacciono, o li mandi giù o tenti di cambiarli.
Sfrecci veloce nelle traiettorie stabilite dal caso come un cosmonauta.
Ti tendi e ti sbatti per cambiare quello che non ti va.
E patisci. Soffri come un cane.
Questa è la battaglia.
Quella tensione di muscoli, cervello e anima che riempie le giornate e le notti sudate, è la vera guerra e, forse, è anche il senso dell’esistenza.
Provare a guidare fuori rotta quella stramba astronave che tende a incastrarsi in percorsi dominati da altro o da altri è la vera sfida.
Buttarsi fuori, costa. E’ difficile.
Hanno un bel dire gli esperti che ci vuole forza d’animo.
Devono dirti anche che ce ne vuole tanto.
E che a volte devi anche andarne a prestito da qualcuno.
Tanto da riempirti fino alla radice dei capelli e sostituire il sangue che ti si gela dentro quando devi uscire dal conosciuto.
Dal normale. Dall'abitudine.
Sei un satellite di un satellite di un satellite.
E il giorno in cui vuoi diventare il centro devi proprio sforzarti.
Perché nessuno te l’ha insegnato.
Ed è questo che si dovrebbe cercare fin da sempre.
Un centro dentro.
Tuo.
Solido.
Amorevole.
Personale.
Compassionevole.
Attorno al quale non si debba gravitare.
Ma sopra al quale si possa costruire un’esistenza fatta di copioni che vanno bene a te.
E a quelli che ti vogliono davvero bene.