Ottimismo o pessimismo: 5 libri per decidere da che parte stare

In La Grande differenza, Libri per La Grande Differenza
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Samuel Johnson disse: “uno scrittore trascorre la maggior parte del tempo leggendo. Ribalterà mezza libreria per scrivere un solo libro.” Anche chi di mestiere non fa lo scrittore ma ha l’obiettivo di scrivere la propria vita si trova in una condizione simile: servono idee che generino idee. E in una società caratterizzata da stimoli non sempre costruttivi, tra mille mail e notifiche delle quali potremmo fare a meno, fermarsi a leggere e riflettere è ancora più utile e necessario. 

Per questo motivo da inizio anno ho creato una rubrica nella quale, ogni venerdì, racconto un libro che ho trovato utile, sperando possa essere un buon consiglio di lettura e un invito alla riflessione, e all’azione.

Qui ho selezionato e raggruppato cinque libri, già presentati nelle scorse settimane, che in un certo senso parlano dell’eterna lotta tra ottimisti e pessimisti, e affrontano la questione in un’ottica diversa.

Factfulness: 10 motivi per cui il mondo va meglio di quanto pensiamo

Il mondo va a rotoli, la maggior parte delle persone, in qualche parte del mondo che non sappiamo bene definire, vive in condizioni di estrema povertà. Giusto?

In realtà non è esattamente così. La maggior parte della popolazione mondiale oggi vive in una situazione mediana, né troppo ricchi né così poveri come possiamo credere. Molti dei paesi che immaginiamo in condizioni di grande arretratezza non solo sono più da un pezzo: i bambini vengono vaccinati regolarmente, vanno a scuola, le ragazze non sono più discriminate.

Il motivo per cui però continuiamo a credere in una visione drammatica è causato da pregiudizio e poche informazioni.

Lo stesso processo condiziona molti altri temi come sovrastimare le nostre potenzialità e sottovalutare quelle del paese in cui viviamo.

“Factfulness”, di Hans Rosling, contiene dieci motivi per cui non capiamo il mondo, fornisce informazioni utili per iniziare a ragionare in maniera più oggettiva, auspica “la limpidezza delle idee” per non farsi condizionare dal pregiudizio e dall’opinione comune.

Tra il pessimismo e l’ottimismo prevale dunque un realismo basato su dati e fatti.

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Io non penso positivo

“Io non penso positivo”, di Gabriele Oettinger, presenta un’idea unica e sorprendente: gli ostacoli che secondo noi ci impediscono di raggiungere i nostri desideri più grandi, in realtà possono accelerarne la concretizzazione. Nel libro l’autore presenta una tecnica sviluppata negli anni basata fondamentalmente sul contrasto mentale, da lui definita WOOP che sta per “wish, outcome, obstacle, plan.”

DESIDERIO – RISULTATO – OSTACOLO – PIANO

Ottimismo e pessimismo vengono dunque resi l’uno funzionale dell’altro, nella misura in cui scorgere ostacoli (pessimismo) potrebbe anche essere il modo migliore per pensare in modo positivo e raggiungere i propri obiettivi.

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La legge del contrario

In “La Legge del contrario”, Oliver Burkerman parte dall’idea che più ci sforziamo per la felicità e altri beni psicologici come sicurezza e sicurezza, meno li raggiungiamo. E così, paradossalmente, pensando ai lati oscuri e agli imprevisti della vita, si ha maggiore possibilità di fare funzionare le cose.

Un passaggio di Alan W. Watts inserito nel libro spiega bene l’idea.

“Mi ha sempre affascinato la legge dello sforzo alla rovescia. La chiamo a volte «legge d’inversione». Se cerchi di stare a galla, vai a fondo; se invece cerchi di immergerti, galleggi. […] per contro, la salvezza e la salute mentale risiedono nel riconoscimento più radicale che non abbiamo alcun modo di salvarci.”

È un libro fresco, simpatico nella sua sprezzante ironia ma che invita a stare in guardia da quanti propongano idee risolutive o invitino sempre a vedere il bicchiere pieno. Alla fine il lettore non troverà una strada risolutiva ma avrà abbastanza stimoli per riconsiderare molto di quanto oggi viene proposto a proposito della felicità e l’idea personale che ognuno di noi ha, anche condizionato dall’ambiente che ci circonda, sviluppato.

Tra pessimismo e ottimismo in questo libro vince un approccio stoico, molto vicino a quello di un grandissimo pensatore come lo psicoterapeuta Albert Ellis.

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Meditazioni

“Meditazioni” di Marco Aurelio, l’imperatore filosofo, tra i più grandi esponenti dello stoicismo, è un libro che non tratta in modo netto la questione dell’ottimismo e del pessimismo. Nel libro però il lettore è chiamato a pensare in modo diverso, rivalutando continuamente il mondo che ci circonda, definendo di volta in volta il controllo sugli eventi e assumendosi sempre e comunque la responsabilità delle nostre vite.

Quanto al vedere il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, il consiglio di Marco Aurelio, in linea con il pensiero stoico, è quello di anticipare gli eventi negativi includendoli nel campo delle possibilità (pensiero negativo) ma allo stesso tempo avere la giusta serenità per apprezzare e godere i momenti buoni.

“Meditazioni” è conosciuto e reperibile anche come Pensieri o Colloqui con se stesso.

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L’uomo in cerca di senso

Non è raro trovare nei miei scritti riferimenti a Victor Frankl, una persona capace di sopravvivere in un lager nazista e nonostante tutto accettare l’esistenza, sfidarla, provare a trovarne un senso.

In “L’uomo in cerca di senso”, Frankl ripercorre il suo calvario ma soprattutto condivide quanto imparato.

Ne viene fuori un quadro lucido, pragmatico e di speranza dove non si nega la sofferenza e gli eventi negativi ma si invita a cercare senso e significato in ogni momento della nostra vita.

“Il senso della vita non è non è che la vita sia alla tua altezza, ma piuttosto che tu sia all’altezza della vita che ti capita.”

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Spero possiate trovare in questi libri stimoli validi, quanto lo sono stati per me, per costruire il vostro futuro e affrontare le sfide che la vita come sempre ci riserva. Buona lettura.

Puoi essere più piccolo o più grande dei tuoi problemi. Ma per risolverli devi essere più grande.

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