Era una bella salita

In Talento e responsabilità
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Oggi camminavo in montagna. Era una bella salita. Di quelle che intraprendo ingenuamente per vedere se trovo l’illuminazione, per poi scoprire confermata una verità che ho letto da qualche parte, che diceva che l’illuminazione che trovi in cima alle montagne è quella che hai messo nello zaino quando sei partito.

Beh… comunque sia, ho notato che quando cammini in montagna succede una cosa bella.
La gente ti saluta.
E questa è, a mio giudizio, una bella cosa.
Come un segno di rispetto.
Quelli in discesa cedono il passo a quelli in salita.
Come un segno di rispetto.
Quando ti fermi in un luogo dove altri riposano, ci si stringe e ci si offre qualcosa.
Come un segno di rispetto.
Quando vedi uno che si siede lungo la via o si appoggia ad un albero gli chiedi se è tutto a posto.
Come un segno di interesse disinteressato.
Allora mi chiedevo perché in montagna sì e in centro o in treno o in autogrill no?
Immagino che se lo chiedano in tanti.
Non faccio il filosofo e nemmeno il sociologo  e quindi le mie risposte sono un po’ quelle che potrebbe avere dato mia nonna, che non aveva superato la terza elementare, e che non si è mai addentrata nei temi dell’anima e dei mutamenti culturali.
Tra i ciottoli e i cespugli del sentiero che percorrevo ho ipotizzato questa banale argomentazione:

1. in montagna si suda e si fatica;
2. in montagna non c’è folla;
3. in montagna è evidente che in qualsiasi momento la tua sicurezza potrebbe diventare necessità di aiuto;
4. in montagna è evidente che tu sei un pezzo accessorio del Creato, che vive e sta bene anche senza di te e proprio per questo diventi tu, e i tuoi simili, raro e prezioso… e delicato e fragile.
Allora, come un piccolo miracolo inaspettato rispunta quel sentimento che ti fa pensare che dopotutto una vita senza rispetto è proprio una vita di merda.
E una altra vita è possibile.
Molto più piena e soddisfacente.
E passa attraverso un meccanismo antico che tendiamo a dimenticare perché siamo tutti presi dal desiderio di eternità, di volare soli verso il sole come Icaro.
E ti ricordi che, in montagna, non hai proprio tempo da buttare e sprecare ignorando gli altri che come piccoli asteroidi ti schizzano vicini.
In quegli asteroidi impazziti c’è un pezzo di noi . Che senza praticare il rispetto perderemo per sempre.
E sarebbe un peccato, anche in centro.

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