86.400 secondi ogni giorno. Come li usiamo? E come potremmo usarli meglio?

In Libri per La Grande Differenza
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Abbiamo a disposizione 86.400 secondi ogni giorno. Non tutti li usiamo bene. Tutti però potremmo imparare a farlo. Perchè leggere "Riconquista il tuo tempo", il nuovo libro di Andrea Giuliodori.

Elton John è tra i solisti di maggior successo della storia. Nella su carriera non si trovano quelle pause che caratterizzano altri grandi della musica: ha composto oltre 700 canzoni, si è esibito in oltre 3500 concerti, nel 2008 ha segnato il record di essersi esibito in tutti i 50 stati degli USA.

Dietro il suo incredibile successo, oltre un talento fuori dal comune, c’è qualcosa che spesso manca ad altri grandi artisti e a noi uomini e donne “normali”: velocità e concretezza.

Mentre alcune persone rimangono bloccate davanti alla trappola della perfezione, cercando di limare ogni dettaglio prima di esporsi, Elton John ha sempre corso il rischio di lanciare le sue canzoni ben sapendo che non tutte avrebbero potuto funzionare e passare alla storia come Your song”, “Rocket man”, “Goodbye yellowe brick broad”, per citare le più famose. Alcune avrebbero anche potuto fare fiasco, un rischio da correre.

Elton ha anche avviato la costosa abitudine, da parte di alcuni vip, di fare suonare un artista famoso alle proprie nozze: addebitando ai suoi clienti cachet da oltre un milione di dollari. Oltre questo, è stato spesso anche presente in diversi talk show, sempre dietro compenso, e la sua vita mondana dimostra che sappia trovare tempo anche per la sfera privata.

Persone come Elton John pongono con la loro storia una domanda ostica e frequente: perché loro sì e altri no? Perché alcune persone sono incredibilmente produttive e altre fanno fatica a sbrigare le faccende domestiche? E perché tanta differenza sebbene tutti abbiamo a disposizione ventiquattro ore al giorno?

Il tema del tempo è un tema quanto mai cruciale. Specie in questi tempi in cui ci si lamenta di ritmi frenetici e, di contro, si elogia la calma, la lentezza, il “qui ed ora”. Tutti consigli affascinanti e sensibilmente romantici. Confezionati a volte con garbo e a volte con carta regalo al sapore di oriente e misticismo.

Suggeriti in buona fede o in salsa radical-chic e aromatizzati con profumo di benessere diffuso, tipico delle pubblicità delle famiglie dei mulini bianchi.

Veloce, se vuoi stare sul mercato, è meglio che lento.

Lento va bene quando devi stare con i tuoi figli, con i tuoi affetti.

Lento va bene quando devi sorseggiare un buon vino o guardare un tramonto.

Lento va bene quando devi riflettere su dove andrai un giorno o per ricordare dove sei stato.

Ma per permetterti di essere lento in queste e tante altre situazioni devi essere veloce altrove.

Per avere tempo devi sapere gestire il tempo.

Riconquistare il proprio tempo per stare al passo coi tempi

Per questo motivo ho letto con piacere “Riconquista il tuo tempo”, il libro dell’amico ed esperto Andrea Giuliodori. Un libro che a mio avviso riesce a coniugare poesia (il tempo per sé) con praticità (l’efficienza richiesta dal mercato), basandosi su statistiche provate e fornendo strumenti pratici e attuabili anche da chi non ha il lusso di potersi ritirare in un eremo e meditare sull’universo.

Un libro che a mio avviso è quanto mai utile per stare al passo coi tempi, portare a compimento i propri piani, e trovare anche il proprio significato.

Perché spesso, ne parlavo proprio con Andrea quasi un anno fa al leadership forum, significato e fiducia sono inficiati da una cattiva gestione dei nostri minuti, delle nostre ore, delle nostre giornate.

Gestione del tempo = decisioni migliori

Non è mia abitudine in questa rubrica anticipare il contenuto del libro, tantomeno lo farò oggi a proposito di un libro che è a mio avviso da leggere, assimilare e provare ciascuno sulla propria pelle per trovare il ritmo ideale. Quello su cui però voglio porre l’attenzione, come già detto molte volte, è che il tempo che abbiamo a disposizione oggi influisce in maniera diretta su quello di domani, sul nostro futuro.

Come evidenzia bene Andrea, una delle sfide principali è combattere “la decision fatigue“, che potremmo tradurre letteralmente con l’espressione “fatica decisionale”. Un concetto ben noto in psicologia che indica la tendenza della mente umana a prendere decisioni sempre peggiori all’aumentare del numero delle stesse. In altre parole, esiste un legame tra decisioni e forza di volontà: più scelte facciamo e più il nostro autocontrollo si deteriora.”

Se mi chiedete dunque un motivo su tutti per il quale leggere questo libro, la risposta è nell’immagine che trovate in basso.

Aspirare al meglio, prepararsi sempre per il peggio. E avere sempre un piano B. 

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