Home » Paura a parte.

Paura a parte.

Presentazione:
paura a parteTitolo: “Paura a parte “. Riflessioni e suggerimenti sul lavoro, la vita e la paura in un mondo precario
Autore: Sebastiano Zanolli
Dati: 120 pagine
Ristampe: 7
Editore: Franco Angeli
Collana: Trend
Prezzo: 14,50€

  Leggi un estratto da Google libri

    Leggi e ascolta un capitolo
.
.

Kristian Ghedina sulla paura

“Sono convinto che sulla Mausefalle si possa fare la capriola”.

Ho conosciuto Sebastiano Zanolli attraverso un amico comune.
Mi ha detto :”perché tu che di mestiere rischi sempre non scrivi qualche riga per introdurre il mio nuovo libro sul tema della paura?”.
In effetti potevo farlo, ho letto il libro, ben fatto, semplice ed utile, ed allora eccomi qui.
Non è facile per me parlare di paura.
Quando ti infili gli scii a quattro anni, come tanti altri che vivono dalle mie parti, e ti butti giù da piste sempre più ripide, la paura un pò alla volta se ne va senza nemmeno accorgersi.
Tutte queste sfide, queste gare, queste competizioni ti stimolano a pensare, a prevedere, a reagire in tempi infinitesimali agli imprevisti, così ad un certo punto ti accorgi che la discesa è diventata una scivolata a 155 km/h ma la paura non c’è più.
Certo, rimane tanta tensione, prima, ma la paura si dissolve. Almeno per me.
Combatto la tensione mantenendo un atteggiamento positivo, ottimista, aperto verso gli altri mentre la paura semplicemente se ne va.
Credo che sia così perché si tenta, si ritenta, si fa del proprio meglio, si cade e ci si rialza, ed ogni volta si è un po’ più forti, un po’ più maturi.
E’il metodo che conosco per superare le insicurezze che sono poi le radici della paura.
Lo sport favorisce questo meccanismo, l’allenamento come anche l’agonismo continuo allarga l’ambito in cui ti senti sicuro.
Non è mai gratuito questo guadagno, costa sacrificio, fatica e sudore ma se l’alternativa è rimanere fermi sulla linea di partenza senza mai avere il coraggio di darsi la spinta ed affrontare la pista, allora questi sacrifici valgono la posta in palio.
Secondo me, così funziona anche nella vita, di fronte ai problemi che magari mi spaventano.
Vanno presi un po’ alla volta, ma vanno affrontati, accerchiati e un po’ alla volta cancellati.
Non ho mai avuto paura durante le gare, dicevo, e nemmeno prima.
Ma ho avuto paura, nel 2000, in Sud America quando durante un fuoripista sono caduto fratturandomi due vertebre e lo sterno.
Una paura durata i trenta secondi in cui non riuscivo più a respirare.
La paura di finire i miei giorni paralizzato.
E’ finita quando, provando a muovere le mani ed i piedi, ho realizzato di averne ancora il controllo.
Il timore di avere commesso l’irreparabile è angosciante ma anche questa esperienza mi ha convinto che l’importante è calcolare il rischio, cercare di preventivare l’ imprevedibile ma senza mollare, senza cercare scorciatoie che non esistono.
Io corro sempre.
Formula 3000, Super Motard, tutte sfide veloci, e continuo a divertirmi mentre cerco di controllare quella frazione di secondo che cerca invece di controllare me.
La paura per me, Kristian Ghedina, è un sentimento che aiuta a migliorare e se questo libro potrà spiegare il perché a tanti che sono bloccati da questa emozione sarò felice di averne curato la prefazione.
Come ho detto a Sebastiano io credo di si.

Comments are closed.