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	<title>Sebastiano Zanolli</title>
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	<description>il blog dove nasce l'azione</description>
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		<title>Robin Sharma a Vicenza</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 06:46:06 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[convegni]]></category>
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		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno Sebastiano ha creato un gruppo “La Grande Differenza” per frequentare il seminario del Club Mondiale della Formazione, di cui Sebastiano fa parte.
In caso qualcuno fosse interessato scrivere a info@sebastianozanolli.com
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.sebastianozanolli.com/cms/wp-content/uploads/2013/05/Robin-Sharma.png" rel="shadobox" class="thickbox no_icon" title="Robin Sharma"><img class="alignleft size-medium wp-image-3345" style="margin-right: 18px; border: 0px;" title="Robin Sharma" src="http://www.sebastianozanolli.com/cms/wp-content/uploads/2013/05/Robin-Sharma-225x300.png" alt="" width="225" height="300" /></a>Anche quest&#8217;anno Sebastiano ha creato un gruppo “La Grande Differenza” per frequentare il seminario del Club Mondiale della Formazione, di cui Sebastiano fa parte.<br />
In caso qualcuno fosse interessato scrivere a <a  href="mailto:info@sebastianozanolli.com">info@sebastianozanolli.com</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quando piove e quando è buio sembra che tutto si semplifichi</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 06:44:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando piove e quando è buio, sembra che tutto si semplifichi.
Ed è solo perché non si vede.
Ed è solo perché il sibilo dell’acqua copre il rumore dei pensieri.
Tutti quei pensieri che come in una pentola a pressione ti si sono rigirati nel cervello fino a farlo bollire, in quei giorni che somigliano a siepi di rovi.
Dove ogni spina nasconde un’altra spina.
Ma, quando è buio e piove, quello che rimane è solo un deserto di ovatta nera e piatta dove incontrare a metà strada i cartelli indicatori del tuo pezzo di ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.sebastianozanolli.com/cms/wp-content/uploads/2013/05/Quando-piove-e-quando-è-buio-sembra-che-tutto-si-semplifichi.jpg" rel="shadowbox" class="thickbox no_icon" title="Quando piove e quando è buio sembra che tutto si semplifichi"><img class="alignleft size-medium wp-image-3339" style="margin-right: 12px; border: 0px;" title="Quando piove e quando è buio sembra che tutto si semplifichi" src="http://www.sebastianozanolli.com/cms/wp-content/uploads/2013/05/Quando-piove-e-quando-è-buio-sembra-che-tutto-si-semplifichi-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a>Quando piove e quando è buio, sembra che tutto si semplifichi.<br />
Ed è solo perché non si vede.<br />
Ed è solo perché il sibilo dell’acqua copre il rumore dei pensieri.<br />
Tutti quei pensieri che come in una pentola a pressione ti si sono rigirati nel cervello fino a farlo bollire, in quei giorni che somigliano a siepi di rovi.<br />
Dove ogni spina nasconde un’altra spina.<br />
Ma, quando è buio e piove, quello che rimane è solo un deserto di ovatta nera e piatta dove incontrare a metà strada i cartelli indicatori del tuo pezzo di esistenza.<br />
Per farti dare una direzione.<br />
Che basti fino al giorno dopo almeno.<br />
Bistrattato e sgualcito, ti ritrovi di notte a tirare le somme.<br />
E ti basta usare i più e meno, che tanto di notte le moltiplicazioni e le divisioni non servono, tanto poche sono le variabili.<br />
Il buio semplifica.<br />
La pioggia ripulisce.<br />
Il buio nasconde il di più visibile.<br />
La pioggia lava l’inutile incrostazione del superfluo.<br />
E’ solo in certe condizioni che l’anima ansimante incontra il cuore e gli sussurra che così no, così non si può andare avanti.<br />
“Non è difficile” gli dice.<br />
“Devi solo lasciare andare, lasciare andare più di quanto trattieni”.<br />
“Si tratta solo di usare un po’ di garbo, più di quanto ne ricevi, più di quanto pensi sia normale”, ribadisce con sollecitudine materna.<br />
E il cuore sembra capire.<br />
E il cuore comprende.<br />
Il cuore ha più orecchio quando è buio e quando piove.<br />
Quando è parte di quel pianto del cielo, non più solo uno spettatore pacioso, che sgranocchia popcorn guardando il film del mondo su uno schermo lontano.<br />
Allora il cuore capisce.<br />
Si gira intorno smarrito e si domanda dove abbia perso la chiave della sua innocenza.<br />
Quella per aprire la porta a chi, con quelle spine, si è punto, come te, più di te.<br />
Ma l’anima è buona e lo consola spiegando che la chiave non c’è.<br />
Inutile cercarla.<br />
Non c’è nemmeno la toppa, né la maniglia, né la porta.<br />
“Esiste solo lo sguardo amore mio”, bisbiglia.<br />
“Esistono solo modi di guardare o non guardare, di farsi toccare dalla vita o rimanerne fuori”, ribadisce.<br />
Il cuore capisce di più quando piove.<br />
Leccando le gocce che cadono, comprende che quei rovi sono rovi per tutti.<br />
E solo leccando quelle gocce salate, come l’acqua di quel mare di angoscia che tenta di fare naufragare i sogni di ciascuno di noi, il cuore accetta.<br />
Accetta di riconoscere gli altri cuori.<br />
Che sono tutti uguali.<br />
E imprecano e si torcono e godono e ridono tutti allo stesso modo.<br />
E allora il tuo di cuore incontra la tua di anima.<br />
E ballano, e si abbracciano e fanno l’amore.<br />
E ballano, e si abbracciano e fanno l’amore, con tutti i cuori del mondo.<br />
Perché è solo quando succede questo che sei diventato grande, nell’unico modo in cui si diventa davvero grandi.<br />
Lasciando andare il tuo, accettando l’altro.<br />
Quando tutto il dolore del mondo, tutti i rovi e le spine dell’universo, tentano di perforare la tua pelle e quella di tutti attorno a te, per entrare nel profondo dell’ animo, per ferire il più possibile, allora è un buon momento.<br />
Allora al buio, mentre piove, accarezzi quel dolore e gli dici: “La chiave non ti serve, qui è sempre aperto”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pubblico volentieri</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 07:15:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciao Sebastiano,
 
come ben sai continuo a &#8220;costruire ponti&#8221; come dici sempre durante le tue serate.
 
Questa volta i ponti sono impalpabili, e una donna velata senza tempo attraversa le epoche di un ieri moderno e di un domani incerto. 
Ebbene sì, hai capito bene, è finalmente nato il mio nuovo libro:  &#8221;Prima che ci incontrassimo&#8220;.
 
http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=942836
 
Ricordando altre tue preziose parole, che come ti dico sempre per noi sono tutte insegnamenti &#8220;cercate di considerate l&#8217;informatica e i siti web degli strumenti amici&#8221; il mio libro sarà anche in versione ebook . 
 
In &#8221;Prima che ci incontrassimo&#8221; ci ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: small;"><a  href="http://www.sebastianozanolli.com/cms/wp-content/uploads/2013/04/rose_blu.jpg" rel="shadowbox" class="thickbox no_icon" title="Prima che ci incontrassimo"><img class="alignleft size-medium wp-image-3334" style="margin-right: 12px; border: 0px;" title="Prima che ci incontrassimo" src="http://www.sebastianozanolli.com/cms/wp-content/uploads/2013/04/rose_blu-300x247.jpg" alt="" width="300" height="247" /></a>Ciao Sebastiano,</span></div>
<div> </div>
<div><span style="font-size: small;">come ben sai continuo a &#8220;<em>costruire ponti</em>&#8221; come dici sempre durante le tue serate.</span></div>
<div> </div>
<div><span style="font-size: small;">Questa volta i ponti sono impalpabili, e una donna velata senza tempo attraversa le epoche </span><span style="font-size: small;">di un ieri moderno e di un domani incerto. </span></div>
<div><span style="font-size: small;">Ebbene sì, hai capito bene, è finalmente nato il mio nuovo </span><span style="font-size: small;">libro:  &#8221;<span style="color: #4040ff;">Prima che ci incontrassimo</span>&#8220;.</span></div>
<div> </div>
<div><a  href="http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=942836" rel="nofollow" target="_blank"><span style="color: #810081;">http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=942836</span></a></div>
<div> </div>
<div><span style="font-size: small;">Ricordando altre tue preziose parole, che come ti dico sempre per noi sono tutte <em>insegnamenti </em></span><span style="font-size: small;">&#8220;cercate di considerate l&#8217;informatica e i siti web degli strumenti <strong>amici</strong>&#8221; il mio libro </span><span style="font-size: small;">sarà anche in versione <strong>ebook</strong> . </span></div>
<div> </div>
<div><span style="font-size: small;">In &#8221;<span style="color: #4040ff;">Prima che ci incontrassimo</span>&#8221; ci si può accorgere che certi nostri atteggiamenti, certi visi e le nostre maggiori inclinazioni sono costanti oggi come in tutti i tempi che ha vissuto la nostra anima.</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Come? </span></div>
<div> </div>
<div><span style="font-size: small;"><em>Costruendo ponti, </em>tra oggi, ieri e domani.. </span></div>
<div> </div>
<div><span style="font-size: small;">Grazie Seba, </span></div>
<div><span style="font-size: small;">ti sono grata,</span></div>
<div> </div>
<div><span style="font-size: small;"><var></var>Daniela Montanari</span></div>
<div> </div>
<div><span style="font-size: small;"><a  href="http://www.danielamontanari.com/" target="_blank">http://www.danielamontanari.com/</a> </span></div>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Se potessi riscrivere</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Apr 2013 16:48:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Se potessi, riscriverei i fogli contenuti nel baule ripieno dei pezzi della mia vita che non sono venuti fuori bene, malconci, sballati e di seconda scelta.
Mi piacerebbe riscrivere quelle lunghe ore nel sale di attesa di aeroporti pieni di nulla se non di cuori e cervelli che non sono davvero lì, ma in viaggio.
Per miglia e miglia, testimoniate solo da una carta fedeltà della compagnia aerea.
Tutte le ore del mondo a incrociare corpi ansiosi, stanchi lasciati in ostaggio, tra carrelli e panchine, impazienti di raggiungere le loro anime distanti.
Mi piacerebbe ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.sebastianozanolli.com/cms/wp-content/uploads/2013/04/sebastiano_zanolli1.jpg" rel="shadowbox" class="thickbox no_icon" title="sebastiano_zanolli"><img class="alignleft size-medium wp-image-3329" style="margin-right: 12px; border: 0px;" title="sebastiano_zanolli" src="http://www.sebastianozanolli.com/cms/wp-content/uploads/2013/04/sebastiano_zanolli1-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a>Se potessi, riscriverei i fogli contenuti nel baule ripieno dei pezzi della mia vita che non sono venuti fuori bene, malconci, sballati e di seconda scelta.<br />
Mi piacerebbe riscrivere quelle lunghe ore nel sale di attesa di aeroporti pieni di nulla se non di cuori e cervelli che non sono davvero lì, ma in viaggio.<br />
Per miglia e miglia, testimoniate solo da una carta fedeltà della compagnia aerea.<br />
Tutte le ore del mondo a incrociare corpi ansiosi, stanchi lasciati in ostaggio, tra carrelli e panchine, impazienti di raggiungere le loro anime distanti.<br />
Mi piacerebbe riscrivere quegli istanti che non colgo mai.<br />
Quando mio figlio prende sonno o quando si sveglia.<br />
Dove si aspetta risposte o carezze, o silenzi pregni di significati che invece spesso, non so dove pescare e vernicio di parole stantie, ripetute così tanto da essere lise e logore come drappeggi medievali.<br />
Sono gli attimi che fanno la differenza fra essere vivi e vivere.<br />
Mi piacerebbe riscrivere le righe, rovinate e sbadite, dove ho trascurato con sbadataggine di descrivere il saluto di quei due genitori che ho incontrato, io correndo, loro sorreggendo la testa di un bimbo, che non correrà mai.<br />
Nemmeno con tutto l’amore del mondo.<br />
Nemmeno con tutto il silenzio dell’universo.<br />
Ci volevano altre parole, altri voli d’anima e le parole di un poeta che non sono.<br />
Riscriverei l’abbraccio che ho dato a tutti quelli che sono entrati nel condominio della mia vita e mi hanno dormito accanto, e che hanno mangiato con me spartendo posate e bicchieri e pezzi di tovaglioli sporchi.<br />
E che hanno scavato con me, cunicoli di salvezza, tra mail ruvide e finestrini appannati di auto aziendali.<br />
Vorrei riscrivere i momenti di studio, dove tra noia e nervosismo, mi strappavo le unghie.<br />
Quando senza notarlo, diventavo uomo e perdevo, con la ribelle verginità della gioventù, opportunità di trovare chiavi.<br />
E metterei giù, con altre parole, il giorno in cui ho dovuto dire addio per sempre al mio primo cane, fingendo di curarlo.<br />
Che la pietà è la falsità vanno spiegate bene per non confonderle.<br />
Scriverei in altri modi di tutte le prime e di tutte le ultime volte.<br />
Che le prime e le ultime volte, sono per una volta soltanto.<br />
Per questo sono preziose.<br />
Ma lo comprendi solo quando sono passate e rimani solo con un rosario di ricordi sgranati.<br />
Ci sono altri modi per scrivere la propria vita e te ne accorgi quando è tardi.<br />
E forse è questo, quello che deve succedere.<br />
Rimanere con un amaro e sereno senso che poteva essere diverso.<br />
O almeno che poteva venire ricordato con altre frasi, altri verbi, altri sostantivi.<br />
Che rendessero l’idea.<br />
Che dicessero di quanto speciali sono stati tutti quei fottutissimi istanti che ho scritto male.<br />
Di fretta.<br />
Senza dedicarci il tempo che serviva.<br />
Che, il tempo, se non serve a scegliere le parole più adatte per ricordarti che sei passato di lì, a cosa serve?</p>
<p>Musica consigliata: <a  href="http://www.youtube.com/watch?v=l_G6P3eUE6o#http://www.youtube.com/watch?v=l_G6P3eUE6o">http://www.youtube.com/watch?v=l_G6P3eUE6o</a></p>
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		<title>Sebastiano su &#8220;Repubblica degli Stagisti&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Apr 2013 16:53:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Talento x investimento = risultati: la formula anticrisi per i giovani
Cinque anni. Da tanto dura la crisi economica peggiore dal secondo dopoguerra; ma oggi più che mai in Italia, complice lo stallo politico, si fatica ad intravedere valide soluzioni agli squarci creati nel tessuto produttivo e sociale, a cominciare da un mercato del lavoro in panne. Verrebbe da chiedersi: cosa fare quando tutto sembra non funzionare?
Puntare sul proprio talento, risponde Sebastiano Zanolli, 48 anni, da sei direttore generale di una famosa linea di abbigliamento giovanile. «Dovresti tornare a guidare il ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><a  href="http://www.sebastianozanolli.com/cms/wp-content/uploads/2013/04/sebastiano_zanolli.jpg" rel="shadowbox" class="thickbox no_icon" title="sebastiano_zanolli"><img class="alignleft size-medium wp-image-3320" style="margin-right: 12px; border: 0px;" title="sebastiano_zanolli" src="http://www.sebastianozanolli.com/cms/wp-content/uploads/2013/04/sebastiano_zanolli-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a>Talento x investimento = risultati: la formula anticrisi per i giovani</h3>
<p>Cinque anni. Da tanto dura la crisi economica peggiore dal secondo dopoguerra; ma oggi più che mai in Italia, complice lo stallo politico, si fatica ad intravedere valide soluzioni agli squarci creati nel tessuto produttivo e sociale, a cominciare da un mercato del lavoro in panne. Verrebbe da chiedersi: cosa fare quando tutto sembra non funzionare?<br />
Puntare sul proprio talento, risponde Sebastiano Zanolli, 48 anni, da sei direttore generale di una famosa linea di abbigliamento giovanile. «Dovresti tornare a guidare il camion Elvis» è il suo quinto libro (107 pagine, Franco Angeli Editore, disponibile anche in versione e-book), uno di quelli che fa comodo avere tra le mani quando la propria strada sembra difficile da scoprire, o da percorrere. Come successe ad Elvis Presley all&#8217;inizio della sua carriera: da camionista aspirante cantante a The King passando per svariati&#8230; (<a  href="http://www.repubblicadeglistagisti.it/article/talento-per-investimento-uguale-risultati-sebastiano-zanolli-spiega-in-un-libro-la-sua-formula-anticrisi" target="_blank">continua</a>)</p>
<h3>La pacchia è finita, giovani: ma potete farcela lo stesso. Basta crederci, come Elvis Presley</h3>
<p>Sebastiano Zanolli, 48 anni, vicentino, è un nome conosciuto dell&#8217;industria italiana dell&#8217;abbigliamento, ma anche un appassionato scrittore e vocational speaker, a suo agio di fronte a platee tanto di professionisti quanto di giovani studenti. Il suo ultimo libro, «Dovresti tornare a guidare il camion Elvis» è per metà sprono per metà guida pratica alla scoperta e realizzazione del proprio talento &#8211; leggi &#8220;felicità propria e della collettività&#8221; &#8211; e la Repubblica degli Stagisti, incuriosita dal tema, ha intervistato l&#8217;autore. &#8230;(<a  href="http://www.repubblicadeglistagisti.it/article/ma-quale-generazione-viziata-intervista-al-manager-e-scrittore-sebastiano-zanolli" target="_blank">continua</a>)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>“Voi siete qui” &#8211; Radio24</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Apr 2013 08:16:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3263" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a  href="http://www.sebastianozanolli.com/130405-voi-siete-qui.mp3" target="_blank"><img class="size-full wp-image-3263 " style="border: 0px;" title="Voi siete qui - Radio24" src="http://www.sebastianozanolli.com/cms/wp-content/uploads/2013/04/Voi-siete-qui-Radio242.jpg" alt="" width="500" height="185" /></a><p class="wp-caption-text">Clicca l&#39;immagine per scaricare l&#39;audio</p></div>
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		<title>Se avessi saputo cosa cercare l’avrei trovato prima</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Apr 2013 09:06:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[decidere]]></category>
		<category><![CDATA[Futuro]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[E anche non l’avessi trovato avrei la sensazione di esserci stato vicino.
Invece no.
Invece sempre a cercare toppe errate per chiavi sbagliate.
Sempre a imboccare strade comuni, dove tutti passano e si salutano con garbo, ma senza badare al fatto che si passa di là solo per tradizione e abitudine.
Come usare l’orologio in un mondo dove, l’unica cosa che non puoi dimenticare, è quella di sapere che ore sono.
In quelle strade troppo trafficate e calpestate mi sono perso anch’io.
In mille e mille capitelli mi sono fermato a chiedere la grazia di comprendere.
Ho ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.sebastianozanolli.com/cms/wp-content/uploads/2013/03/Se-avessi-saputo-cosa-cercare-l’avrei-trovato-prima2.jpg" rel="shadowbox" class="thickbox no_icon" title="Se avessi saputo cosa cercare l’avrei trovato prima"><img class="alignleft size-full wp-image-3253" style="border: 0px currentColor; margin-right: 12px;" title="Se avessi saputo cosa cercare l’avrei trovato prima" src="http://www.sebastianozanolli.com/cms/wp-content/uploads/2013/03/Se-avessi-saputo-cosa-cercare-l’avrei-trovato-prima2.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>E anche non l’avessi trovato avrei la sensazione di esserci stato vicino.<br />
Invece no.<br />
Invece sempre a cercare toppe errate per chiavi sbagliate.<br />
Sempre a imboccare strade comuni, dove tutti passano e si salutano con garbo, ma senza badare al fatto che si passa di là solo per tradizione e abitudine.<br />
Come usare l’orologio in un mondo dove, l’unica cosa che non puoi dimenticare, è quella di sapere che ore sono.<br />
In quelle strade troppo trafficate e calpestate mi sono perso anch’io.<br />
In mille e mille capitelli mi sono fermato a chiedere la grazia di comprendere.<br />
Ho baciato pile di mani per avere un brandello di spiegazione accartocciato.<br />
Ho sorriso e pianto per catturare indicazioni e decifrare il geroglifico della mia esistenza.<br />
Non è stato un granché fruttuoso.<br />
Spinto e sospinto da venti sbagliati o confusi, mi sono ritrovato sempre al punto di partenza.<br />
Che poi è quello dove non capisci se ci sei perché sei destinato o se sei destinato perché ci sei.<br />
E ti acciambelli su questo cuscino malconcio, ma tutto sommato tranquillizzante, anzi anestetizzante, del dubbio esistenziale, del perché sei qui.<br />
Ti rimbambisci di circoli viziosi o di dogmi risolutori.<br />
E tutto si ribella a questa domanda.<br />
Tutto diventa difficoltoso incerto, degno di ripensamenti.<br />
Perché sono qui?<br />
Da zero a cento, dal bianco al nero, dal giorno alla notte, ci sta dentro tutto ed il contrario di tutto.<br />
In quella strada trafficata, dove si passeggia come Diogene, tutti abbiamo visto un pezzo della risposta, ma manca il tempo, la voglia e la possibilità per metterla assieme in un quadro unico.<br />
Allora si incontrano i maestri.<br />
E anche loro ne sanno poco.<br />
Anzi, quelli che ne sanno di più ti avvisano che ne sanno proprio poco.<br />
E quelli che ne sanno poco ti avvertono che loro sanno quasi tutto.<br />
Che sono ad un passo dal Nirvana.<br />
Dove si sa il perché.<br />
Ma non ci vanno ancora perché prima te lo devono vendere.<br />
Come un fondo pensione.<br />
Mah.<br />
Ed io, che corro a perdifiato fino a farmi scoppiare il cuore, e rimango, giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto, senza illuminazione né risposta, chiuso nel veliero dei punti interrogativi, mi sento solo e controvento.<br />
Poi ci ripenso.<br />
Negli scampoli delle domeniche sere che si tuffano mollemente nel mare dei giorni lavorativi.<br />
Mi dico che per troppo tempo ho cercato troppo e  male.<br />
Ho cercato il perché.<br />
Cercavo il perché il fiume scorre, anziché cercarne la sorgente.<br />
Ma nemmeno questa era la strategia giusta.<br />
“No se busca el levante por el poniente”.<br />
La strategia giusta, per me, piccolo elemento di un grande meccanismo, falange del mignolo di un gigante, è un&#8217;altra.<br />
È quella di capire “come”.<br />
Non perché.<br />
Ma come.<br />
Come si cerca la sorgente.<br />
Come si arriva alla fine, o al principio.<br />
Non è un questione di perché.<br />
Il perché non è disponibile.<br />
Non è a portata di mano.<br />
Il “come” invece sì.<br />
Sono nato per trovare il come, a qualsiasi costo, in qualsiasi condizione.<br />
Ho mani e testa e cuore.<br />
Abbiamo mani, testa e cuore.<br />
Il come si può trovare.<br />
Come fare, come andare, come trovare le americhe o come andare sulla luna.<br />
Come allevare un bimbo felice o come invecchiare bene.<br />
Come stare in mezzo alla gente portando felicità o come giocare una partita di pallone.<br />
Come crescere e come morire.<br />
Il come è la domanda per me, che sono umano.<br />
Il perché è una domanda lecita ed affascinante, ma fuorviante, se posta senza come.<br />
Perché è lì, nel trovare il “come” che noi, donne e uomini del pianeta terra, siamo bravi.<br />
Geneticamente predisposti.<br />
Nell&#8217; inventare, identificare, applicare il “come”.<br />
E vivere bene, o meglio, si può se, prima del perché, ci s’interroga sul come.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Save the date &#8211; 3 aprile 2013 (ore 20.30)</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Mar 2013 06:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[incontri]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì 3 aprile 2013 (ore 20.30)
Sebastiano sarà ospite della libreria Ubik
via Garibaldi, 8 &#8211; Castelfranco Veneto (TV)
Scarica il volantino
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><a  href="http://www.sebastianozanolli.com/images//ubik.pdf" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3234" style="margin-right: 12px; border: 0px;" title="Ubik" src="http://www.sebastianozanolli.com/cms/wp-content/uploads/2013/03/ubik2-300x170.jpg" alt="" width="300" height="170" /></a>Mercoledì 3 aprile 2013 (ore 20.30)<br />
Sebastiano sarà ospite della libreria Ubik<br />
via Garibaldi, 8 &#8211; Castelfranco Veneto (TV)</h3>
<p><a  href="http://www.sebastianozanolli.com/images//ubik.pdf" target="_blank">Scarica il volantino</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La ricerca dell&#8217;equilibrio nella formazione del management</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Mar 2013 06:57:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[formazione]]></category>

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		<description><![CDATA[“Ciao Sebastiano,
sono uno dei tanti che ti ha ascoltato ad una tua conferenza qualche anno fa. Mi è piaciuta la tua serata Leadership e Motivazione, tanto che mi sono iscritto alla tua pagina facebook e, nella stesura della mia tesi di laurea dal titolo &#8220;La ricerca dell&#8217;equilibrio nella formazione del management&#8221;, ho citato una tua intervista fatta qualche anno fa da ManagerZen, e il link del tuo sito http://www.sebastianozanolli.com, poichè ho trovato molte analogie tra il tuo modo di essere e l&#8217;argomento trattato.
La commissione mi ha dato per la tesi ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.sebastianozanolli.com/cms/wp-content/uploads/2013/03/logo_padova.jpg" rel="shadowbox" class="thickbox no_icon" title="Università di Padova"><img class="alignleft size-medium wp-image-3229" style="margin-right: 12px; border: 0px;" title="Università di Padova" src="http://www.sebastianozanolli.com/cms/wp-content/uploads/2013/03/logo_padova-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>“Ciao Sebastiano,<br />
sono uno dei tanti che ti ha ascoltato ad una tua conferenza qualche anno fa. Mi è piaciuta la tua serata Leadership e Motivazione, tanto che mi sono iscritto alla tua pagina facebook e, nella stesura della mia <a  href="http://www.sebastianozanolli.com/images//tesi%20maruzzo%20fabio.pdf" target="_blank">tesi</a> di laurea dal titolo &#8220;La ricerca dell&#8217;equilibrio nella formazione del management&#8221;, ho citato una tua intervista fatta qualche anno fa da ManagerZen, e il link del tuo sito <a  href="http://www.sebastianozanolli.com/">http://www.sebastianozanolli.com</a>, poichè ho trovato molte analogie tra il tuo modo di essere e l&#8217;argomento trattato.<br />
La commissione mi ha dato per la tesi il massimo dei voti per la particolarità dell&#8217;argomento.<br />
In poche parole l’obiettivo della tesi è quello di cercare di descrivere il perché le arti marziali e la filosofia orientale stiano riscuotendo sempre più successo sia in campo manageriale che formativo. Sembra che queste filosofie siano un ottimo strumento per combattere lo stress, che negli ultimi anni è sempre più in aumento, sia a livello lavorativo che personale.”<br />
Ciao<br />
Fabio Maruzzo</p>
<p><a  href="http://www.sebastianozanolli.com/images//tesi%20maruzzo%20fabio.pdf" target="_blank">Scarica la tesi di Fabio</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le stalattiti se ne fregano</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Mar 2013 22:44:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ascoltare]]></category>
		<category><![CDATA[esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[tempo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sì, perché ho visitato delle grotte in questo week end.
Con mio figlio siamo entrati nella pancia della terra, su un trenino veloce, che ci ha portati in un budello, lungo lungo, scuro scuro, umido e nero.
Dritti fino a dove se ne sta nascosta l’anima apparentemente silenziosa e immobile del pianeta.
Un’anima gocciolante di lacrime filtrate attraverso la crosta, che sembra spessa ed impenetrabile, ma che ha mille crepe e fessure e spaccature.
Come le mie convinzioni e le mie motivazioni alle prese con i cataclismi dei giorni che levano certezze di continuo, ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a  href="http://www.sebastianozanolli.com/cms/wp-content/uploads/2013/03/Stalattiti.jpg" rel="shadowbox" class="thickbox no_icon" title="Stalattiti"><img class="alignleft size-medium wp-image-3207" style="border: 0px currentColor; margin-right: 12px;" title="Stalattiti" src="http://www.sebastianozanolli.com/cms/wp-content/uploads/2013/03/Stalattiti-300x261.jpg" alt="" width="300" height="261" /></a>Sì, perché ho visitato delle grotte in questo week end.<br />
Con mio figlio siamo entrati nella pancia della terra, su un trenino veloce, che ci ha portati in un budello, lungo lungo, scuro scuro, umido e nero.<br />
Dritti fino a dove se ne sta nascosta l’anima apparentemente silenziosa e immobile del pianeta.<br />
Un’anima gocciolante di lacrime filtrate attraverso la crosta, che sembra spessa ed impenetrabile, ma che ha mille crepe e fessure e spaccature.<br />
Come le mie convinzioni e le mie motivazioni alle prese con i cataclismi dei giorni che levano certezze di continuo, mentre ci si dà un’aria di unità e solidità che il tempo e i movimenti della storia, con un lento ma inesorabile disegno, disgregano e scompongono.<br />
Non c’è nulla che dura sotto il sole, quello vero.<br />
Non c’è nulla che dura, sotto il sole della limitatezza umana.<br />
Fatta di carne, muscoli, ossa.<br />
Dritti, fino a stanze dove correvano fiumi in piena, gonfi di passione ed energia, abbiamo attraversato ere e tempi, accarezzando con lo sguardo mondi apparsi e scomparsi, animali enormi e feroci che hanno lasciato in eredità solo qualche dente e cranio scomposto, incastrati nell’argilla molle che stucca i passaggi più drammatici della storia del mondo come faccio io con la colla narrativa con cui mi racconto, per unire in un’unica fiaba sensata la storia della mia esistenza.<br />
Il fiume ora passa sotto.<br />
Il fiume prima passava sopra.<br />
Il fiume cambia, si secca e si gonfia.<br />
E la volta della grotta cadde, si trasformò da soffitto a pavimento.<br />
Tutto si gira e si contorce nel buio del ventre del pianeta.<br />
Magari da fuori non si vede né si sente.<br />
Ma cambia, come cambia il tuo spirito alle prese con le intemperie del vivere quotidiano.<br />
Sembri intatto ma non lo sei.<br />
Sei disgregato e la partita è sembrare integro nonostante il terremoto, il fiume e le lacrime di tutto il Creato.<br />
Tutto si muove, sopra e sotto.<br />
Non esiste nulla cui fare riferimento, una stella del nord a cui fissare una cima.<br />
Sopra e sotto tutto si avvita e si svita, perché è così che funziona.<br />
La vita si torce e ritorce, si piega e si spezza, si impenna e si inchina, a volte padrona arrogante a volte serva meschina.<br />
E il trenino ti scarica nel bel mezzo di quello che sembra l’ultima fermata della storia del mondo.<br />
Una specie di antro che reputo sia come gli antichi s’immaginavano l’entrata dell’Aldilà.<br />
Cammino.<br />
Cammino e guardo.<br />
Abbiamo gettato una luce sull’Aldilà, noi umani, e abbiamo acceso delle lampadine che descrivono disegni sulle pareti che la natura ha creato in un impeto di creatività disordinata ma perfetta.<br />
Drappi di pietra, acquari di sabbia, colonne di calcio levigato come un marmo di Michelangelo.<br />
E lance che sporgono dall’alto.<br />
Spine a rovescio che premono verso il basso, a voler raggiungere altre lance che come aculei spingono in su, verso un cielo bloccato da tonnellate di pensieri di sasso, da miriadi di oppressioni di rocce.<br />
Stalattiti e stalagmiti.<br />
Che nomi strani.<br />
Hanno a che fare con la parola greca “stalagma” che significa goccia.<br />
E attraverso le gocce e la loro eredità, che si chiama carbonato di calcio, le due lance si cercano, insistono, aggiungono.<br />
Aggiungono un centimetro ogni cento anni.<br />
Aggiungono strati sottili di carbonato di calcio, come noi aggiungeremmo foto ricordo ai fogli del nostro album di famiglia.<br />
Vanno piano ma senza tregua.<br />
In mezzo a tutta quella confusione, sopra e sotto, insistono e se ne fregano.<br />
Se ne fregano ed insistono.<br />
Cammino e noto che sono ovunque.<br />
Grandi, piccole, medie, crescono e si cercano.<br />
Spesso si trovano.<br />
Allora tutto si salda e trova la sua conclusione perfetta e definita.<br />
Tutte le lacrime del mondo hanno prodotto una colonna che sosterrà la volta del pavimento su cui corro, incespico, cado e mi rialzo, in una infinita sequenza che a me sembra un film ma che in fondo è proprio un albo di mille e mille foto disconnesse.<br />
Ma le stalattiti se ne fregano.<br />
E anche le stalagmiti se ne fregano.<br />
E stanno lì a cercarsi e trovarsi.<br />
E costruire colonne.<br />
Riprendo il trenino e ritorno che è ora.<br />
Accarezzo, appoggiata alla mia spalla, la testa di mio figlio, appisolato per il lungo camminare nel budello.<br />
L’aria mi sbatte sul viso mentre abbandono quelle camere e stanze e cunicoli e antri, dove le stalattiti crescono e si formano in centinaia di migliaia di anni in barba allo spread, al traffico, al global warming, alla disoccupazione, alle elezioni, agli scandali e alle guerre, a tutto quello che conosco e anche di più.<br />
Penso che ci sia molto da imparare da loro.<br />
Dal loro menefreghismo, utile a rendere bello un posto catastrofico e desolato come e più di quello che sta sopra.<br />
Loro fanno quel che devono.<br />
Prendono le lacrime e le trasformano in bellissimi sostegni, in estetici decori che potrebbero anche non essere visti da anima viva per millenni o addirittura mai.<br />
Trasformano la sofferenza in bellezza, solo perché è quello che devono fare.<br />
In barba alla necessità di approvazione o riprova.<br />
E mentre accarezzo la testa reclina di mio figlio e percorro gli ultimi metri che mi riporteranno fuori da quell’utero materno, quasi per rinascere un&#8217;altra volta, penso che non c’è proprio nulla che mi appartenga.<br />
Nulla che posso dare per scontato, definito, mio.<br />
Posso solo provare a costruire stalattiti e stalagmiti distillando tutto il dolore che mi è piovuto e che mi pioverà addosso.<br />
Che poi le lacrime sono l’unica cosa certa, l’unica esperienza che contenga quel carbonato di calcio da distillare e spalmare per edificare delle colonne belle, che uniscano la terra ed il cielo della mia esistenza.<br />
Ecco, forse è per questo che le stalattiti se ne fregano di tutto.<br />
Hanno un lavoro importante da fare.<br />
Rendere bello quello che bello non è o rendere più bello quello che è già bello, mentre tutto intorno cambia, mentre tutto gira e si contorce nel buio del ventre del pianeta.<br />
Fanno bene.<br />
C’è da imparare.</p>
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