Stavo correndo e sudando questa sera fredda e traboccante di nebbia.
In quella sorta di mistica estasi che quelli che corrono un pò conoscono… e che ti aiuta a mandare a quel paese problemi e tossine accumulati nel feroce accartocciarsi dei casini giornalieri.
Pensavo a tutte le cose da sistemare, alle telefonate da fare, ai report da scrivere, ai clienti da chiamare, ai colleghi da stare a ascoltare…
Le gambe si muovono come le campane della domenica nel buio del secondo giorno di inverno.
La mistica mi abbandona d’un tratto e l’affano mi pervade.
Non ce la farò a dare una direzione a tutto.
Il caos mi tormenta come un turbine nero.
Il respiro mi esce piano, troppo piano per essere un sollievo.
Sto male, a disagio tale da chiedermi perchè corro… perchè corro anche di notte… nel freddo.
Poi la tossina schizza fuori come un sasso dalla fionda.
La chiarezza mi entra come una lama illuminata e sibilante nell’anima pesta e livida.
L’unica cosa, l’unica situazione, l’unico essere da controllare, da mantenere in assetto, da calmare, sono io.
Non avrò mai il controllo del fuori.
L’unico universo che mi hanno concesso in appalto è il mio.
Quello dentro.
Vasto e complesso quanto io lo desidero.
Chiaro o scuro come io decido.
E’ li che sono re.
Li che mi gioco la partita della vita.
A casa mia , tra i prati del cuore, le montagne della mente e gli abissi dell’anima.
Ma sempre a casa mia.




#1 di Michele - 21 gennaio 2010 alle 23:42
Mi viene in mente “L’infito di Leopardi” e l’inizio di “Tropico del Capricorno” di Miller. Ben tornato.
#2 di Alberto - 22 gennaio 2010 alle 13:02
Potrei pensare che dietro il film “what women want” ci sia tu.
La scena in cui Mel Gibson racconta lo spot Nike alle dirigenti. ” Sei solo tu e la strada . . . la strada non ti chiede di essere bella, truccata alla moda, la strada non bara, . . . niente trucchi solo sport”
Quando corri le gambe vanno da sole, e ti resta tempo per pensare. Troppo tempo. Troppi pensieri.
Allora speri che le gambe facciano male, per avere altro a cui pensare.
Ma sei solo tu, con il tuo mondo, e la strada. Anche in mezzo a tanti altri, ci sei solo TU e la strada.
. . . . e ci si può anche perdere.
#3 di mirella - 24 gennaio 2010 alle 18:32
quanto son vere le tue parole……….io non sono una maratoneta xro quando mi ritrovo sola a cotatto con la natura mi succede quello ke racconti e in quei momenti mi rendo conto di quando valore a la vita mia e di chi mi circonda e che nella fresesia di tutti i giorni spesso non si ricorda anzi ci lasciamo sopprafare dai problemi materiali…..cmq. quei momenti sanno itrar sempre fuori i nostri lati nascosti e che x quanto mi riguarda vorrei sapermi leggere dentro di + ma non è poi cosi facile…………
#4 di mirella - 26 gennaio 2010 alle 22:40
#5 di Corrado Ruini - 15 febbraio 2010 alle 16:32
buoin pomeriggio Sebastiano, complimenti è davvero molto bello questo testo. Ho letto i tuoi libri e ti apprezzo molto, ho sorella e suocera che lavorano in Just e per loro sei una specie di divinità.. un cordiale saluto Corrado
#6 di massimiliano - 15 febbraio 2010 alle 19:43
complimenti per il testo…ci siamo conosciuto a rimini in un incontro ALBORA “amway”sei davvero un professioniata del settore.grazie di avermi aggiunto su facbook..buon lavoro!!!
#7 di ANDREA - 26 marzo 2010 alle 13:17
delle volte e difficile credere che noi siamo il centro,e tutto parte da li anche la gioia di esserci.
#8 di Silvia - 24 maggio 2010 alle 15:03
… l’unico essere da calmare… da controllare… sono io….
Grazie Sebastiano
come sempre
#9 di Teuz - 18 agosto 2010 alle 12:57
Il mondo può cambiare, la strada può cambiare, tutto può esistere
e non esistere, ma tu , sei sempre tu.