I giorni di luglio sono giorni particolari nel nostro paese.
Portano con sé i semi del grande riposo agostano.
Te ne accorgi nei sabati caldi anzi bollenti..
In quei sabati mattina tutto comincia lento. Il caffè è lento ad uscire e le auto si incrociano piano.
I pomeriggi finiscono poi, quasi sempre, con un temporale che scrollerà poi tutto il calore con un rabbioso digrignare di tuoni e lampi.
Ma la domenica siamo daccapo. Caldo. Immobilità. Un temperatura elevata che sembra quasi gelo in quanto a bloccare i movimenti degli uomini e delle cose.
Ecco in luglio sento che arriverà agosto.
E sento che si fermerà tutto o tanto.
Perché tutti stanno rallentando. Tutti per stanchezza o anche per imitazione decelerano
Allora mi faccio i conti addosso e mi chiedo se ne sono sempre e davvero contento.
E si, sono contento di mollare la presa un po’ ma mi sento anche un po’ come la squadra che ha fatto melina, ha preso un paio di gol e adesso dovrebbe recuperare, ma non c’è più tempo.
Finirà la partita, usciranno le squadre e chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto.
La quiete del grande caldo mi piace solo quando so che ho giocato bene.
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#1 di Giuseppe - 19 luglio 2010 alle 06:57
Ciao Sebastiano,
molto bello il post che hai scritto, anche se l’ultima frase chiarisce il tutto.
In effetti è vero quello che dici, (La quiete del grande caldo mi piace solo quando so che ho giocato bene).
Secondo me fa parte dell’essere in relax solo se lo si è meritato, oppure di poter meritarsi un periodo di quiete solo se si è fatto bene il proprio lavoro, compiti o quello che dovevi fare.
Credo sia quella sensazione che si desidera provare quando si è apposto con la propria coscienza. Nel senso ho fatto il mio dovere, ora posso rilassarmi.
Fa un po parte del guerriero, che può stare calmo, sereno e rilassarsi solo se sa che il fronte nemico è stato abbattuto.
Questa è la mia sensazione, e il mio personale punto di vista.
Ciao e complimenti per l’articolo.
Giuseppe