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L’unico territorio mio
Inviato da admin il energia, pensieri, riflessioni, sentirsi bene il 21 gennaio 2010
Stavo correndo e sudando questa sera fredda e traboccante di nebbia.
In quella sorta di mistica estasi che quelli che corrono un pò conoscono… e che ti aiuta a mandare a quel paese problemi e tossine accumulati nel feroce accartocciarsi dei casini giornalieri.
Pensavo a tutte le cose da sistemare, alle telefonate da fare, ai report da scrivere, ai clienti da chiamare, ai colleghi da stare a ascoltare…
Le gambe si muovono come le campane della domenica nel buio del secondo giorno di inverno.
La mistica mi abbandona d’un tratto e l’affano mi pervade.
Non ce la farò a dare una direzione a tutto.
Il caos mi tormenta come un turbine nero.
Il respiro mi esce piano, troppo piano per essere un sollievo.
Sto male, a disagio tale da chiedermi perchè corro… perchè corro anche di notte… nel freddo.
Poi la tossina schizza fuori come un sasso dalla fionda.
La chiarezza mi entra come una lama illuminata e sibilante nell’anima pesta e livida.
L’unica cosa, l’unica situazione, l’unico essere da controllare, da mantenere in assetto, da calmare, sono io.
Non avrò mai il controllo del fuori.
L’unico universo che mi hanno concesso in appalto è il mio.
Quello dentro.
Vasto e complesso quanto io lo desidero.
Chiaro o scuro come io decido.
E’ li che sono re.
Li che mi gioco la partita della vita.
A casa mia , tra i prati del cuore, le montagne della mente e gli abissi dell’anima.
Ma sempre a casa mia.
LA STELLA POLARE
Inviato da admin il costruire, energia, riflessioni, tempo il 18 agosto 2008
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Direzioni
E’ normale chiedersi come fare per trovare una direzione?
Quanto normale è pensare a dove agganciarsi?
Ho incontrato ieri sera degli amici gustosi e in gamba.
Di quelli di cui c’è bisogno
quando devi fermarti e domandarti
che ore sono e dove sei
e dove sei diretto.
Abbiamo mangiato e bevuto passando di libro in libro,
di frase in frase,
di ricordo in ricordo,
di progetto in progetto.
Guardandoci bene per capire
in che modo il tempo ci sta cambiando.
Sopporto sempre meno
perdere energie per questioni dove chi mi sta di fronte
non ha nessuna intenzione di interagire
e l’unica cosa che mi chiede
è di funzionare da sacco nero,
da sacco dei rifiuti,
privo di possibilità di replica.
Ecco perchè quando trovo chi parla e lascia parlare mi rilasso.
Chi ascolta più di quanto si faccia di solito.
Che aspetta il suo turno
e che non ha fretta di dimostrare
la sua perfetta posizione.
Chi ha capito
che da qui non usciremo comunque interi di fisico
ma solo di spirito
ha tutta la mia attenzione.
Ne ha il diritto, direi.
Siamo un pò più vicini al Creatore
e un pò più lontani dal nostro mutuo.
E’ per questo che gli amici in gamba
ti rispondono sempre che che l’ora è adesso e che sei qui.
E’ tutto quello che serve.
Quanto alla direzione,
se sono veri amici,
ti diranno che quella no,
quella la devi conoscere tu.
| Alice came to the fork in the road. “Which road do I take?” she asked. “Where do you want to go?” responded the Cheshire cat. “I don’t know,” Alice answered. “Then,” said the cat, “it doesn’t matter.” - Lewis Carroll, Alice in Wonderland |
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