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Lezioni cinesi
Inviato da admin il esperienze, viaggi il 7 febbraio 2010
Sono tornato da un viaggio di una settimana in Cina.
Certo, poco tempo. Honk Kong, Shangai e Pechino in una manciata di giorni implica consumare molte ore in viaggio. Aereo, auto, pullman. Sono sicuro di non avere capito né tutto né molto. Ma tant’è. Questo è quello che posso raccontare dei cinque giorni (viaggio di andate e ritorno escluso) nel Nuovo Celeste Impero. Non è in ordine e non segue un filo logico. Sono solo appunti di viaggio. Cinque lezioni, una ogni 24ore.
Passare momenti educativi davanti al check in di Air China dove si parla quasi esclusivamente Mandarino è la fonte del primo insegnamento.
Lezione Nr. 1: Se tu sei quello che ha un problema di conoscenza della lingua (in questo caso) conviene a te trovare una soluzione, non a me. Ovvero, se tu sei quello che ha bisogno di qualcosa da me sei tu quello che si adatta.
Le decrepite ma tradizionali case in centro a Pechino, popolate da povera gente e prossime all’abbattimento, vicine a dei modernissimi Centri Commerciali frequentati da gente “stra-cool” in Porsche Carrera e BMW X6 sono state la scintilla per il secondo pensiero.
Lezione Nr. 2: La velocità dei cambiamenti rende più impermeabili gli strati sociali e li allontana e desensibilizza gli uni verso gli altri. Se accetti questo come normale ti converrà essere tra quelli capaci di vincere. Rimanere dall’altra parte non è divertente.
Il numero di persone impiegate in lavori apparentemente assurdi, come stare di guardia tutta la notte alle Toilette dell’aeroporto di Pechino che, credetemi, alle 2 di notte è popolato come il nord della Groenlandia, o 17 commesse disponibili in un corner di abbigliamento di 40 metri quadri mi invitava a riflettere.
Lezione Nr.3: Chi ha un lavoro è meno disperato e quindi meno pericoloso di chi non ce l’ha. Se la famiglia è numerosa questo vale doppio. Unica richiesta: adattarsi. Se domani non avrò un lavoro mi conviene sempre adattarmi a meno che non voglia prendere la strada della lotta armata o dell’ascetismo pauperistico.
Facebook non si vede in Cina. La schermata iniziale di internet che ti spiega che tutto quello che vedi, scrivi e scarichi può essere letto dalle autorità governative che ti possono arrestare e portare in giudizio o in galera se violi la legge, che non è quella sulla pedofilia ma piuttosto quella sulle notizie scomode, mi ha fatto pensare.
Lezione Nr. 4: La conoscenza è potere. Se non lo fosse il web sarebbe libero. Da noi lo è. Forse il nostro sistema non è perfetto, anzi, sicuramente non lo è. A maggiore ragione le libertà che dà vanno sfruttate. Se non lo fai sputi in faccia a chi non può dire liberamente che gli stanno simpatici gli Uiguri dello Xinjang senza finire ai ferri ed è probabile che domani tocchi a te.
Spingono tutti in Cina, anche quando non c’è la coda. Me lo aveva preannunciato Federico, un amico. E’ vero. Se da quando nasci sei sempre di fronte al problema dei pochi posti per tanti cresci spingendo. Mio figlio è figlio unico. Deve spintonare poco, perlomeno a casa e comunque ha fatto l’asilo alla Montessori. Li chiedi per favore anche per spostare una sedia. In Cina no. La Montessori pensano che sia una marca di Caffè italiano.
Lezione Nr 5: Risorse scarse è domanda alta ti rendono più aggressivo. Non è una questione di culture diverse. E nemmeno solo di dimensioni geografiche o demografiche. La Cina cresce perché è anche più aggressiva nei suoi componenti individuali. Un po’ di competizione ti rende meno educato ma più forte. Se fai incontrare uno educato e uno aggressivo converrà al primo essere molto convincente da un punto di vista comunicativo.
Comunque:
quando un sistema politico si modifica geneticamente, come questo Comunismo incrociato con il Capitalismo, comunque vada, la povera gente perde. Dittatura e Competitività sono 2 elementi che, insieme, non mantengono nessuna delle virtù necessarie ai più deboli.
Il resto si vedrà ma la Cina è davvero più vicina di quello che ci si immagina. Un vocabolario di Mandarino potrebbe non essere male come regalo per il prossimo compleanno.
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