Home » energia, esperienze, Futuro, pensieri, riflessioni, viaggi

Lezioni Cinesi. Seconda parte.

7 novembre 2010 16 Comments

Pechino, Chongqing, Shanghai.
3 città per un totale di settanta milioni di abitanti.
Ho fatto un giro tentando di vendere ai cinesi e, come al solito, provo a mettere giù qualche impressione raccolta, impressioni sicuramente parziali e soggettive, ma almeno frutto di esperienze di prima mano.
Settanta milioni di abitanti, anzi settanta milioni di cinesi.
Si, perché in Italia facciamo molto caso al fatto che in Cina ci sono i cinesi e a molti questa cosa da quasi fastidio.
Molti di noi sono quasi irritati da questo dato.
Perché non si sa ma si sa però che molti vorrebbero che magicamente scomparissero.
In Cina abitano i cinesi e ci sono sempre stati. Tanti. Davvero tanti.
Hanno nomi strani e una lingua difficile per noi e facile per loro.
Il cinese appunto.
I loro bambini vanno a scuola, i genitori tengono molto all’istruzione, e imparano anche l’inglese. Come in Italia.
Solo che l’italiano lo parlano sessanta milioni di persone nel mondo.
Meno delle tre città che ho visitato.
Il cinese un miliardo e mezzo.
Però loro imparano l’inglese lo stesso anche ora che hanno la forza di dire ai giapponesi che le isole Diaoyu sono cinesi e che per favore si spostino alla svelta prima che perdano la pazienza.
Imparano l’inglese anche ora che sono sicuri che entro il 2020 manderanno i loro uomini sulla luna a costruire la prima base permanente.
Di solito hanno un solo figlio, come in Italia, la differenza è che loro ne vorrebbero di più mentre noi spesso no.
I nonni di solito allevano il nipote o la nipote perché i genitori lavorano dalla mattina alla sera fuori casa, come in Italia. La differenza è che loro poi non usano la badante perché ai nonni i figli ci tengono troppo, e per prendersi cura dei genitori anziani tanti rinunciano alla carriera per ritornare vicino alla famiglia.
La famiglia è una cosa molto seria in Cina.
Sgomitano in tutte le occasioni perché fin da piccoli hanno imparato che non c’è sempre tutto per tutti e così sono spesso maleducati. Come in Italia, solo che da noi è perché se sgomiti sembri più in gamba e di solito sgomiti per le necessità meno importanti.
Ci sono quelli che lavorano tanto, come in Italia. E qui non ci sono differenze.
Ci sono quelli che lavorano poco, come in Italia. E nemmeno in questo caso ci sono differenze.
Hanno politici che vivono in un altro mondo. Come spesso in Italia.
E posti di lavoro che non avrai mai se non sei loro amico. Come spesso in Italia.
Hanno un governo a cui non piacciono le critiche. Come spesso in Italia.
Hanno giornali che nascondono verità e altri coraggiosi che le pubblicano.
Come spesso in Italia. Solo che in Cina ci vuole più fegato.
Hanno una storia da fare spavento, come noi.
Un passato di cui essere orgogliosi, di battaglie e privazioni, di sangue e vittorie, di libri e cultura.
Come noi.
Sono in marcia, molto più che non noi.
Hanno fiducia nelle loro possibilità,purtroppo non come molti di noi.
Nelle città hanno infrastrutture migliori e le stanno espandendo ovunque perché hanno capito che sono le vie di accesso per contaminare e contaminarsi e produrre innovazione e benessere.
Noi invece siamo bloccati nella nostra sindrome NIMBY e preferiamo stare in coda o senza discarica o senza energia piuttosto che trovare una mediazione.
Hanno un tempo massimo di attesa al controllo passaporti di 20 minuti ed anche un modulo per sporgere reclamo e una pulsantiera con cui dare il voto alla gentilezza del poliziotto.
Così in molti ristoranti, alberghi, uffici.
Non come da noi.
Se dai un giudizio negativo non finisci nella Mongolia Interna spalare la neve ma ti chiedono il perché così possono intervenire.
Come in molti uffici pubblici italiani…
Forse non avranno capito bene il concetto di democrazia ma hanno capito bene che il mercato premia la soddisfazione e la cortesia verso il cliente.
Le loro associazioni dei consumatori fanno impallidire le nostre quanto a aggressività verso le imprese.
Certo hanno ancora molti problemi da risolvere.
Non erano preparati a diventare i nuovi dominatori del mondo.
Ma hanno pazienza e sono lungimiranti.
Sputano spesso per terra e nei luoghi pubblici hanno gli stessi cartelli che pregano di non farlo che c’erano nel bar in cui mio padre mi portava la domenica mattina dopo la messa.
Hanno inquinato, non più di quanto abbiamo fatto noi.
Stanno ripulendo, molto di più di quanto non stiamo facendo noi.
Non hanno imparato la democrazia perché nessuno ha potuto insegnargliela.
Così loro hanno almeno il beneficio del dubbio quanto a partecipazione alla vita civile.
Hanno, come noi, un loro mezzogiorno, che però non è al sud, ma al nord-ovest.
Fanno fatica a credere in Dio forse perché non è che abbiano ricevuto molti segnali di benevolenza negli ultimi cento anni. Meno di noi di sicuro… e nonostante tutto facciamo fatica a crederci anche noi.
Forse inizieranno a farlo a breve, ora che detengono gran parte del debito pubblico statunitense e fra poco di quello europeo.
Ci ammirano molto in compenso.
Ci ammirano per tutto ciò che noi mettiamo in secondo piano, visto che il ministero del turismo è uno di quelli a cui non abbiamo assegnato il portafoglio.
Conoscono Firenze, Milano, Venezia e muoiono per avere un paio di scarpe o una borsa italiana.
Visitare il nostro paese è un obiettivo di molti di loro.
Pensano che siamo intelligenti, eleganti, di buon gusto, cuochi e sommelier, poeti, seduttori, simpatici e guasconi.
Pensano di avere tante cose in comune con noi nell’arte di concludere gli affari e hanno imparato a bere l’espresso anche se non gli piace e lo allungano di nascosto.
Già, un espresso al giorno per il dieci per cento dei cinesi che venissero felici a trovarci per due settimane di vacanza l’anno… sarebbero circa due miliardi di euro…solo per una tazzina di caffè… solo per il dieci per cento dei cinesi… il ponte sullo stretto di Messina dovrebbe costarne 6…
Io ci penserei prima di bollarli come dei barbari e la causa della nostra rovina.
Nel vederli lavorare mi ricordavano più gli imprenditori, gli operai e i bambini dei miei anni ’70 che dei selvaggi senza leggi.
È probabile che saranno loro a pagarci la pensione… se siamo bravi e fortunati e se loro decideranno di fidarsi del rating delle nostre emissioni di buoni del tesoro.
La nostra rovina è prima di tutto nella rovina delle nostre idee e nella pigrizia dei nostri comportamenti ottusi.
Abbiamo tutto e lo usiamo poco.
Sono quello che eravamo noi e probabilmente prima o poi diventeranno ciò che siamo noi ora.
Ci somigliano troppo per risolverla denigrandoli.
Ci sovrastano troppo per cacciare la testa nella sabbia e sistemarla con qualche dazio.
Ci ammirano troppo per chiudere le porte all’unica risorsa non delocalizzabile in nostro possesso.
Il nostro paese, la nostra cultura e quello che era il nostro stile di vita.
Vale la pena rifletterci.
Come si dirà “benvenuti” in cinese?

Grazie
Sebastiano Zanolli=

.

16 Comments »

  • Andrea Benoni said:

    Finalmente qualcuno che scriva senza pregiudizi e senza provincialismo.
    Dobbiamo imparare come convivere con loro, nel Medio Evo la Cina era gran parte del PIL mondiale solo che c’erano limiti geografici invalicabili.
    Ora siamo nelle stesse condizioni con una comunicazione di merci e di informazioni senza limiti… dobbiamo solo imparare come creare un modello sostenibile.
    C’è solo una differenza, loro hanno una classe politica che lavora a controllare la situazione, noi una che subisce e o non riesce a gestire la situazione o è troppo occupata nei propri intrallazzi.

  • Antonio said:

    Continua così, Sebastiano, insegna a questi provinciali come si fa a vivere di questi tempi….

  • pietro paolo cucinotta said:

    Come non condividere appieno riscontri e analogie tra noi (come eravamo )e loro (come erano e sono ) sulla scia di Marco Polo e Matteo Ricci , traendone i migliori auspici di possibili buoni affari nel loro stesso mondo in crescita tumultuosa ma ordinata .
    Quelli di loro che son qui , sono per molti una vera e propria benedizione del cielo. Con una classe imprenditoriale prevalentemente ridotta alla questua presso lo stato e incapace di far profitti se non dove gli operai non vengono sostanzialmente pagati (Marchionne) i salari e guadagni sono stati ridotti al lumicino , ed è grazie ai cinesi che molti riescono ancora a vestirsi e calzare senza dover passare dalla caritas e qualche volta riescono anche ad andare al Ristorante. Cinese certo . Allora e perchè no, W la Cina !!!

  • Luca Baiguini said:

    Grazie Sebastiano per questa riflessione.
    Qualche volta guardo le mie figlie e mi domando in che mondo vivranno. Ecco, ho poche certezze, ma una di queste è che in quel mondo i punti di riferimento saranno spostati a est.

  • Benzo said:

    Bellissimo resoconto Sebastiano. chiunque sia stato in Cina si immedesima molto nei tuoi racconti. Manca solo un riferimento allo strano modo che utilizzano per entrare ed uscire dalla metropolitana. Nonostante decine di cartelli che spiegano questo semplice meccanismo, ogniqualvolta si aprono le porte del metrò si assiste alla creazione di una specie di mischia rugbistica fra coloro che cercano di entrare e coloro che cercano di uscire.. bello vedere anche la faccia dei pochi occidentali che come me, guardano allibiti la scena e aspettano che finisca il caos, per salire successivamente sulla carrozza…

  • najat said:

    you are the best sebastian not only because of your inteligense, your manhood, your class, your ambition but you are the best because of your open and deap minded attitude as a professional and as human. I have lived in diffferent countries and now I live in Italy i must say Italians need people like you to teach and explain what they don’t know or they don’t want to know, to respect en to admire others, to reason and avoid prejudices, to think before they talk, to know before they think !! men like you are needed even more here in an industrial modern society where the ignorance and fear for the unknown is growing each day even more, so it seems !!! it’s a previlegde knowing you, it’s un honor to be one of your many friends who appreciate you and admire you like I do !

  • Annarosa Silvia said:

    Ho letto d’un fiato e sono strafelice !
    sono in Cina da 17 anni! Quanto fiato ho sprecato i primissimi anni……tutti reticenti. Ancora oggi!
    Grazie! Hai fornito uno spaccato di questo Paese ed il confronto con il pensiero e l’approccio “italiano, che avrei voluto scrivere io!
    Se hai in programma un passaggio per Shanghai, mi piacerebbe conoscerti. O magari sei gia’ qui……cerchero’ di conoscerti di piu’ dal tuo blog.
    Complimenti! e Buone Feste!
    PS: Il tuo blog mi e’ stato segnalato da un’amica che parla perfettamente il cinese e lavora qui.

  • simona said:

    vivo da due anni in Cina e penso che tu abbia colto molto della loro natura.
    Bellissimo articolo, concordo pienamente.

  • pina said:

    complimenti bellissimo articolo mi piace il confronto tra le due nazioni……
    Condivido in pieno il tuo pensiero vivo in Cina da 12 anni

  • pierandrea said:

    complimenti sebastiano, mi hai fatto riflettere molto, e’ ora che ci muoviamo e alziamo il s………e dal soffice che siamo abituati ad posarlo da troppi anni, e ci consideriamo ancora al centro del mondo, bisogna tornare a sognare…………! un abbraccio se sempre grande!!!!

  • gabriele allegro said:

    Ciao sebastiano ci siamo conosciuti al FORUM di Performance Strategies e dopo averti ascolatato mi sono subito abbonato alla tua rivista VENDERE.IT hai proprio ragione in quello che dici della Cina ed è quello che io sostengo da sempre.
    Mi sono appassionato della Cina da 20 anni, da quando in una conferenza di prodotti finanziari, un relatore sponsorizzava i tassi di crescita asiatici per noi impensaibili.
    Pochi hanno ancora la visione vera delle grandi opportunità che ci può dare questa nazione
    Nel mio piccolo, sono un libero professionista di prodotti siderurgici per una grande azienda italiana, offrivo importazioni cinesi ai magazzini italiani ancor prima che loro sbarcassero nella nostra penisola.
    ora cerco nei magazzini cinesi prodotti a basso costo ma introvabili nei negozi tradizionali ricavando 5 volte tanto il loro costo.
    Inoltre metto in contatto agenzie cinesi immobiliari con agenzie italiane immobiliari della stessa zona geografica, sapendo che nessuno dei due si sognerebbe mai di contattare l’altro, sempre per lo stesso motivo di non interferenza e paura della concorrenza cinese.
    Ma la mia idea di collaborazione con la Cina va ben oltre.
    Molti sanno che il nostro marchio di garanzia è il CE per la comunità europea ma pochi sanno che anche loro hanno messo lo stesso marchio solo che sta a significare CINE EXPORT e non ha niente a che fare con il nostro CE
    Solo poche aziende sono riuscite ad acquistare aziende cinesi di solito succede il contrario.
    Ne fa eccezione L’azienda ELICA spa che produce cappe per cucine, azienda citata come la migliore azienda dove un dipendente vorrebbe lavorare
    E sta proprio qui il punto,
    candele tossiche per chi lo sa non le compra più nessuno
    Jeans che scolorano sulla pelle e non si toglie più il colore
    Biancheria intima allergica
    e via dicendo
    Mettere a punto la loro laboriosità e il nostro eccellente controllo qualità, andare in cina e collaborare ogniuno nei propri settori ed esportare quindi prodotti made in cina ma controllati dagli italiani
    il logo potrebbe essere CE C.E.C.I.
    Cina Export Controllo Italiano.
    Inoltre la mano d’opera cinese si può tranquillamente importare, dai miei contatti ho saputo che fanno arrivare volendo una moltitudine di cinesi con un contratto di lavoro in regola, la dedizione al lavoro che hanno i cinesi per noi è solo un ricordo del dopoguerra

  • Lorena said:

    Lunghi corridoi bianchi, che ti portano alla dogana; piccoli uomini in divisa… e alcuni “robottati” con una bella mascherina sul vso… ti accompagnano alla corsia libera e dopo aver mostrato il passaporto, dici la tua sulla cortesia, cliccando il bottoncino con lo smile.
    Lunghe autostrade, ai cui lati spuntano palazzi tutti uguali, vestiti da piccole piastrelle bianche (tutto bianco in questo paese) e gli unici punti di colore sono i panni stesi ad asciugare, fuori dai balconi: dei veri guardaroba!!!
    Entri nelle città e ti ritrovi una sfilza di insegne colorate di piccoli negozi, che sembrano garage; ma poi… quanti meccanici ci sono in Cina??? Quantità esagerata di motorini TUTTI UGUALI e carretti che vendono caschi, marmitte e giubottini che farebbero invidia a Daitan tre.
    il cibo avrebbe una storia a sè. Tralasciando dei simpaticissimi imaletti appesi all’uscio delle case; belli spennellati di rosso e con una lunghissima codina (??); tutto sommato… in Cina simangia bene… o per lomeno.. basta adattarsi e assaggiare tutto, perchè altrimenti si offendono. Si, devi almeno far finta di provare una pietanza che ti offrono; tu la raccogli con le bacchette ( pratica pratica pratica), ringrazi, annusi e appena si girano, la nascondi dietro al pezzo di carpa al vapore con verdure, che non hai avuto il coraggio di mangiare prima.
    Poi conoscono le nostre fobie sulle malattie; infatti, quando vai in una fabbrica, dopo il saluto ti portano un bicchiere di acqua confezionato, tipo il nestathè… veramente pratico e sicuro… sarà.

    Per ultimo, sapete cosa invidio ai cinesi? Che sono capaci di stare perfettamente in fila, negli appositi spazi segnalati, sulle banchine dei treni, aspettando il loro pendolino…. noi, neanche alla coda del cinecity, dove ci sono le transenne che separano!!!!

    Tsze tsze

    Lorena

  • monica said:

    come ho già avuto modo di dire a Sebastiano io sul mondo cinese non la penso come tutti voi. Ma sono felice di leggere che chi stringe collaborazioni economiche con La Cina lo sta facendo per la loro dedizione al lavoro di questo popolo, da noi impensabile, per la loro ammirazone nei nostri confronti, che vi riempie di orgoglio, per il loro rispetto dell’ambiente etc etc…io pensavo che le aziende avessero cercato un mercato in cui poter aumentare i loro profitti. grazie per avermi illuminato sulle vere ragioni, io però nel mio piccolo qualche differenza sulla qualità la noto e pertanto comperò il made in china solo dove non ho scelta (l’elettronica per esempio). io vendo oggetti per lo più di aziende italiane ed europee e sono felice della loro qualità, correttezza e innovazione. io tutta questa necessità macroeconomica non la vedo.

  • cristiano "oceano" said:

    Interessante confrontare cosa scrivono i giovani scrittori sino-americani emigrati dalla madrepatria negli ultimi 20anni verso gli Stati Uniti. Ne viene fuori un quadro della Cina con molte sfaccettature che noi occidentali non riusciamo a cogliere, troppo sommersi da luoghi comuni e suggestioni da mass-media. Fra tutti consiglio di leggere Amy Tan.

  • bruno magnaguagno said:

    sono stato in cina tre volte:
    alla prima non ho capito un gran chè,
    alla seconda mi sono guardato bene intorno,
    al ritorno dalla terza ho subito cercato un insegnante di cinese per mio figlio

  • PATRIZIA SHELABARGER said:

    MOLTISSIME DELLE COSE CHE DICI SONO VERISSIME …..
    IO HO VISSUTO E FREQUENTATO LA CINA DAL 1995.. IN MODO ASSIDUO , AMICA DI CINESI POTENTI, CONOSCENTE DI CINESI OPERAI , LA CINA è VERAMENTE INTERESSANTE , MA è UN POPOLO CHE NON GUARDA IN FACCIA NESSUNO , UNA LIEVE DISCUSSIONE TRA DI LORO ASSOMIGLIA AD UNA LITE ALL ULTIMO SANGUE.. SONO DEI GRANDI LAVORATORI, MA MI SPAVENTA MENO IL POPOLO INDIANO CHE QUELLO CINESE… LORO SONO AFFASCINATI DA NOI PERCHè HANNO BISOGNO DI IMPARARE , DI RUBARE TUTTO QUELLO CHE SAPPIAMO, I GIOVANI SONO STREPITOSI. AVANTISSIMI… LA NUOVA CINA MI PIACE … GIOVANI PIENI DI TALENTO, VIVONO CON INTERNET … ( ALMENO QUELLI CHE HO INCONTRATO ) SONO TRA I MIGLIORI CLIENTI SHOPPING ON LINE …. ARTISTI SPETTACOLARI, INSOMMA IO AMO SHANGHAI …. LA CONOSCO BENE !
    TUTTI I CINESI CHE HO INCONTRATO SOGNANO DI FAR NASCERE I LORO FIGLI IN USA, PER GARANTIRGLI UN PASSAPORTO …
    I RICCHISSIMI PROPRIETARI DI AEREI PRIVATI RUTANO E SPUTANO, COME GLI OPERAI, LE DONNE CINESI SONO MOLTO BELLE , NON HO MAI VISTO UN UOMO CINESE BELLO.. INSOMMA LA CINA è UN PAESE MOLTO BELLO MA CI SI DEVE ABITUARE ALL ARIA , ALLO SMOG FORTISSIMO.. AL CALDO CALDO , AL FREDDO FREDDO… MA IO SINCERAMENTE CI STO BENE MASSIMO UNA SETTIMANA POI MI MANCANO LE DOLOMITI E IL MARE AZZURRO DELLA SARDEGNA !

Leave a comment!

Add your comment below, or trackback from your own site. You can also subscribe to these comments via RSS.

Be nice. Keep it clean. Stay on topic. No spam.

You can use these tags:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

This is a Gravatar-enabled weblog. To get your own globally-recognized-avatar, please register at Gravatar.